Novità 2026 · Tappa 11

Resistenza

Omar GarcíaOmar García, 2026

Il racconto

Le interviste raccolte nel libro "Sagron Mis: testimonianze da una terra di confine" raccontano di emigrazione, stagionale o definitiva, e di ritorno. Ne emerge un contrasto tra la vita rurale, dove il cuore vorrebbe restare, e i ritmi imposti dal mondo reale, che costringono a spostarsi. Un'appartenenza che più si affievolisce nel concreto, più si radica nell'anima.

La città è un miraggio di nuove possibilità, ma resta sempre la resistenza che ricorda le proprie origini, dove l'anima trova pace. Il cielo blu rappresenta questa serenità, il rosso il caos della città. La stessa immagine può leggersi anche al contrario: l'impossibilità, per chi cresce in un contesto urbano, di adattarsi ai ritmi lenti della montagna.

La navicella rappresenta il desiderio, irrealizzabile, di volare liberamente da un mondo all'altro, nella speranza di ritrovare le persone care. È la donna, raffigurata a figura piena, a incarnarle: simbolo, insieme alla sedia, della storia di Sagron Mis, legata al mestiere del seggiolaio emigrato in cerca di lavoro. Il suo volto racconta la tristezza e la solennità dell'attesa, la fatica di portare avanti, da sola per la maggior parte dell'anno, una casa e una famiglia.