L'opera è la testimonianza dell'artista Lorenzo Abram, che ha vissuto a Sagron le estati della sua infanzia:
"Volevo lasciare un mio lavoro a Sagron, perché c'è un legame fra di noi, quel filo sottile che corre fra le donne per arrivare alla stella alpina con l'ape; e lì il filo si attorciglia all'ombra. È un legame che si insinua, che avvolge tutto quello che trova. Negli anni '70 il paese era matriarcale, gli uomini erano via per lavoro e ho trovato madri, zie e sorelle.